Menu

BREAKING BIAS: Understanding and Countering Anti-Arab Racism in Europe

KA1 training courseaccreditamento 2024

11 – 17 febbraio 2026

Terminato

Breaking Bias è un corso di formazione realizzato con partecipanti da tutta Europa, il cui obiettivo principale era quello di ragionare sui bias e i pregiudizi che ancora influenzano la percezione verso le persone arabe e/o musulmane, nei paesi occidentali.
 
Per provare a decostruire questi atteggiamenti abbiamo lavorato sull’identità, sull’influenza coloniale ancora presente, ragionando anche sul ruolo dell’educazione nel rompere questi stereotipi.
Una delle attività proposte durante la settimana è stato l’incontro con alcune persone che vivono in Italia e che hanno un backgroud arabo e/o musulmano, con le quali abbiamo potuto conversare su cosa significa vivere in un contesto solitamente ostile alle persone di fede islamica e che appartengono alla cultura araba.
In particolare, abbiamo incontrato Younis Tawfik, presidente del Centro Culturale Italo – Arabo Dar Al Hikma, in Italia ormai da 50 anni, che ci ha raccontato cosa significa gestire e aver creato il Centro Dar Al Hikma nel cuore di Torino nei primi anni 2000, le difficoltà incontrate e il supporto ricevuto. 

Questa occasione ci ha permesso di ascoltare la sua esperienza che, arrivato in Italia negli anni ’80, ha messo in piedi il Centro Culturale Dar al Hikma – in arabo significa Casa della Sapienza – che vuole corrispondere in modo vario e complesso alla crescente domanda di servizi culturali e sociali a Torino da parte dei numerosi associati e dalla comunità immigrata di cultura araba e levantina in senso più generale.

Il centro si inserisce così nella realtà culturale di Torino con una pluralità di attività e lavora per diffondere la cultura araba, creare strumenti adatti per la comprensione corretta della cultura di provenienza di tanti immigrati e occasioni di incontro e confronto costruttivo.

Abbiamo poi incontrato e conosciuto Marwa, Ibrahim e Mohammad, che fanno parte del gruppo Giovani Musulmani d’Italia (GMI).
I ragazzi e le ragazze che fanno parte di questo gruppo sono nati e/o cresciuti in Italia e da sempre si scontrano con un contesto spesso ostile alla loro cultura e religione di appartenenza. La loro testimonianza, in quanto persone giovani con un background diverso rispetto alla maggior parte dei giovani che vivono in Italia, ci ha permesso di comprendere le diffoltà e i bias con cui sono costretti a confrontarsi nella vita di tutti i giorni.
 
È stato prezioso anche poter approfondire alcune narrative che arrivano direttamente dal contesto arabo e che vanno in contrasto con quanto viene spesso raccontato dalla narrazione dominante, e che quindi scardinano stereotipi e pregiudizi ancora presenti.

L’intento finale era di promuovere la comprensione e l’inclusione contrastando i pregiudizi anti-arabi e anti-arabi/musulmani, gli stereotipi e la discriminazione nel contesto educativo europeo e immaginare delle azioni che lɜ partecipanti possono fare, tornatɜ a casa, per costruire una comunità più interculturale e decostruire i bias sulle persone arabe e/o musulmane.